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Sembrava la fine del mondo

HAITI - È stata una scossa fortissima e lunga almeno 30-40 secondi; noi ci siamo buttati tutti sul pavimento. Quando la scossa è finita ci sono stati un paio di secondi di silenzio assoluto, poi si sono sentite da fuori le urla della gente, altissime che provenivano da tutte le direzioni. Sembrava la fine del mondo": così fr. Demetrio De la Cruz Jiménez, Viceprovinciale dei cappuccini di Haiti e Santo Domingo, racconta il terremoto del 12 gennaio, quando lui stesso era a Port au Prince, nella sede della Conferenza episcopale haitiana situata nel centro della capitale. 

"Eravamo un centinaio di religiosi haitiani e di altri paesi caraibici riuniti per un'assemblea della sezione caraibica della Clar (Conferenza dei religiosi dell'America Latina Dopo la scossa tutti i religiosi e il personale hanno lasciato l'edificio che mostrava grosse crepe ma non ha subito crolli. "Abbiamo visto cominciare ad affluire decine di feriti: venivano alla sede della conferenza episcopale perché in una delle stanze dell'edificio le suore gestiscono un dispensario medico. Li abbiamo sistemati come potevano nel cortile della casa e abbiamo cominciato a curarli, mentre i religiosi haitiani sono corsi a raggiungere i loro familiari e confratelli che non erano riusciti a contattare con il telefonino. Le suore sono riuscite a rintracciare un medico cileno e due dottoresse volontarie, una delle quali arrivata solo domenica dalla Svizzera, ed hanno cominciato a curare i feriti. La maggioranza aveva ferite alla testa, al volto e agli arti e quelli più gravi sono stati portati all'ospedale con le auto dei religiosi. Erano le sei o le sette di sera, ma dopo neanche un'ora sono tornati tutti indietro perché all'ospedale non c'era posto e non li potevano curare, così abbiamo continuato ad assisterli come potevamo per tutta la notte". fr. Demetrio dice che i feriti raccolti nel cortile saranno stati una sessantina o anche di più. 

La città è una distesa di detriti, non c'è un quartiere di quelli che ho attraversato che sia stato risparmiato, ritornando con la mente al paesaggio visto mentre ieri mattina si dirigeva verso Santo Domingo per la strada che porta a Croix-des-Bouquets e più oltre Fond-parisien, due sobborghi della capitale, ad est dal centro, anch'essi duramente colpiti. Le pareti di gran parte delle abitazioni sono tutte crollate e quelle che sono riamaste in piedi sono danneggiate. 

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