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Aereo ultraleggero in dono

ROMA – “Una rondine non fa primavera, un aereo per il Congo sì”: si chiama così l’originale iniziativa di solidarietà che ha vissuto il suo momento clou domenica 24 gennaio all’aeroporto dell’Urbe a Roma. Nell’ambito della manifestazione “Gate XXI”, è stato infatti consegnato a mons. Fridolin Ambongo, vescovo della diocesi congolese di Bokungu-Ikelamons, un velivolo ultraleggero. L’iniziativa è nata grazie all’associazione “Amici del Buon Pastore” dell’Opam e soprattutto ad Unica, l’Unione Nazionale Italiana Comparto dell’Aviazione privata.

Tempo fa, - racconta il promotore dell’iniziativa - mi è capitato di incontrare mons. Ambongo, il quale nel raccontarmi le sue attività e la sua missione pastorale, lamentava il fatto che per raggiungere la sua diocesi, impegnava circa un paio di settimane ad un costo altissimo per il trasferimento. Il che vuol dire che la metà del suo tempo la passa in battello, piroga, pullman … Riflettendo, ho detto: con un aeroplano ultraleggero, puoi fare lo stesso percorso in una giornata a un costo contenuto. Ci è venuta così l’idea di regalargli un aeroplano per risolvere i suoi problemi. Mons. Ambongo, sposata l’idea, ha mandato un frate cappuccino per prendere il brevetto di volo e già vola da solo, e quando rientrerà giù – sarà in grado di portarsi l’aeroplano direttamente in Congo, accompagnato da noi e da una nostra logistica. Chi lo riparerà? Questo frate cappuccino è stato scelto perché, oltre ad essere una persona duttile ha pure capacità da meccanico. Riparare un aeroplano di questo genere è come mantenere o riparare una motocicletta. Questo aeroplano mi auguro che possa stimolare altre opportunità di solidarietà da parte di aziende che producono aeroplani e quindi iniziare quel percorso che può far primavera anche in Congo.


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